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ALBERO SOLITARIO NEL DESERTO (013) by Nazario Melchionda

ALBERO SOLITARIO NEL DESERTO (013)


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24.10.2008 at 9:13h
, License: All pictures © by the senders.
Scattata con una piccola tascabile durante la Maratona 120 km del Sahara


E’ il 10° km della 4° tappa, 8° Edizione del 2006. Ne rimangono ancora 32, il vento si è rinforzato ed è troppo freddo.
Devo mettere il giubbetto e gli occhiali antivento e mantenere l’andatura per stare insieme agli altri 3 runners con i quali condivido il ritmo, la solitudine, la sofferenza e l’ebbrezza.
E’ la seconda 100km del Sahara che faccio, dopo quella del 2005. Poi Namibia, Chot El Jerid e NY, in tutto 3599 km in 12 mesi, 74 km alla settimana, alla media di 7.75 m’/km.
Sempre ultimo o quasi, per per cause accidentali di qualche runner.
Nella prima 100km, 7° edizione del 2005, ho vissuto tutte le paure, le incognite e le emozioni che non si possono descrivere e che si possono provare secondo per secondo, non uno di più, ne uno di meno.
Il tempo scorre sempre uguale, certamente non sufficiente per vivere a pieno tutte le emozioni dell’ambiente, dei chilometri estenuanti e dei i rapporti psico-sociali con le persone in una 100km così complessa nella logistica, al di la della corsa.
In questa seconda 100km, 8° edizione del 2006, posso provare tutte le emozioni per le quali mi è mancato il tempo nella prima, libero da paure e da incognite, decisamente già vissute, e disponibile per assaporare il più possibile anche le relazioni psico-emotive con l’umanità che corre.
Finito di indossare il giubbetto mi riprendo dal freddo, mi rimetto al passo e mi ricongiungo col gruppetto dei 3 runners, Annamria N° 112, Mary N° 113 e Roberto N° 40. Ma improvvisamente compare una “diplopia”, ossia ci vedo doppio, di orizzonti ce ne sono due e da tre il gruppetto diventa di sei che corrono davanti a me, una decina di metri.
Altro che emozioni e che paura! Se fossi a casa la diplopia, che rappresenta una lesione seria dei nervi ottici, mi obbligherebbe a una TAC urgente per verificare il tipo della lesione, vascolare o tumorale. Se va bene la neurochirurgia permette di salvare la pelle.
Ma nel deserto? Addio alla corsa, ad altre gare e mi mancheranno i deserti. Qualsiasi sia la causa, la diplopia è un sintomo serio. In mezzo al deserto bisogna sperare di tornare a casa con i mezzi previsti dell’organizzazione, se tutto va bene. Il pensiero dominante è decidere se interrompere la gara e pagare la penalità o continuare. Ho ancora qualche chilometro per il posto di ristoro, accelero per portarmi davanti al gruppetto, l’obiettivo è quello di non rimanere solo, di stare ovviamente davanti al gruppetto, nel caso!!
Lascio immaginare tutte le dinamiche di un malore improvviso. Intanto il vento aumenta di intensità e la diplopia si fa più intensa, tale che non mi permette un appoggio sicuro dei piedi perché vedo sassi e buche in doppio. Faccio riferimento a tutta la mia forza mentale. In barca a vela ne ho avuta tanta di forza con 45 nodi di vento, con i terzaroli e il fiocco piccolo, di notte, solo, con la famiglia, i bambini piccoli, in mezzo all’Adriatico.
Ma qui nel deserto è diverso, la forza mentale non basta, il vento può diventare bufera, solo, sulle due gambe. Già mi immagino a Bologna i commenti. Al posto di ristoro del 15° km decido di interrompere la corsa. Se arrivo all’accampamento, se domani potrò portare a termine la 5° tappa, se arriverò a Ksar Ghilare, forse sarò l’ultimo. Poi a Djerba sui fuoristrata, a Roma e a Casa, se tutto va bene. Nella 100km del 2005 e nella 100 miglia del Namibia non sono stato l’ultimo perché alcuni si sono dovuti ritirare nonostante molto più veloci di me.
Il resto è noto. Ho terminato la 5° tappa nonostante la bufera, dal fortino all’oasi di Ghilane, scortato da Claudio, che non ha avuto il piacere di essere ultimo, ma ha finito, come me. L’anno scorso invece tutto sole, azzurro e sabbia. Dal fortino all’oasi ho scortato un atleta che stava male. Ringrazio Claudio, Fulvio, Laura, Carlos, Angelo, Mauro e il Dott. Misley, che mi hanno dato qualche speranza. A Ksar Ghilane telefono allo specialista che mi cura con un farmaco per ridurre l’intensità dello stimolo vescicale. A 67 anni, urge di fare la pipì.
Sospeso il farmaco, la fenacina, finito tutto, ma che emozione e che paura e soprattutto niente TAC. Che sollievo ritornare alla corsa. Domenica 19 marzo Cervia-Cesenatico, 20 km sulla battigia al mio ritmo massino, 6.66 m’/km, e sotto la pioggia, senza diplopia, con un po’ d’ansia per la sfiga, non si sa mai. In dicembre un nuovo tipo di deserto, la Marathone d’Afrique. Arrivederci e grazie a tutti, ad Adriano e al suo staff anche per tutte le altre emozioni psico-sociali che non posso oggi descrivere, per la diplopia.
Nazario Melchionda, N° 55,classifica





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tm

Comments:

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Freddy Thobe , 24.10.2008 at 9:15h

Bene !!!


nazario Melchionda , 24.10.2008 at 9:23h

Grazie


Antonio.S. , 24.10.2008 at 9:28h

composizione, taglio e colori molto belli!
ciao
Antonio



Salvo D' Amico, 24.10.2008 at 12:54h

bella foto complimenti


francesco pagliai , 24.10.2008 at 19:02h

bella complimenti


Vito Rollo, 24.10.2008 at 21:45h

bellissima


Giorgio Peracchio , 24.10.2008 at 22:27h

Pensa che ti pensa non trovo parole per commentare !!!
Mahh, sarà perchè non necessita commento, è bella e basta !!
Ciao !!



francesca ficara , 5.11.2008 at 14:05h

Bellissima... come dice Giorgio ...non si trovano le parole!
Complimenti
buon pomeriggio
francesca



Valentina Tagliaferri , 8.11.2008 at 18:45h

grande te e la minicamera!!!
:-)



Francesco Margarita, 18.11.2008 at 9:29h


Bellissima !!
la latitudine e' diversa i sentimenti uguali.
Complimenti.
ciao francesco



biagio donati , 27.11.2008 at 22:26h

bella immagine..
ottima luce... particolare..
:-))



Antonio Turi , 5.12.2008 at 15:00h

Hai proprio ragione, questo albero è fantastico...


niki piegle , 7.12.2008 at 10:00h

bello e colori delicati !!!.


Alberto Angelici , 10.12.2008 at 7:15h

L'immagine s'impone per varie ragioni: ottimo il rapporto tra volume della pianta e vuoto circostante, cosi' come il taglio che lascia spazio alla pianta (e all'ombra) di allungarsi sulla destra e cioè nella sua direzione naturale di crescita. Anche il rispetto dei terzi conferisce armonia, così come i colori. In ultimo, ma non certo ultimo per importanza (!), l'immagine di una creatura che, a dispetto di tutte le difficoltà, nasce, ostinata e caparbia cresce e prospera vincendo condizioni ambientali proibitive, ci dev'essere d'insegnamento. Per aspera ad astra dicevano i latini: beh, direi che potrebbe essere il motto di quest'albero, no? :-)
A.
PS
Grazie per la visita alla mia foto dell'albero e grazie per l'eccellente commento che mi ha fatto scoprire questa tua immagine. Tornerò presto.



emanuela failli , 14.12.2008 at 15:13h

Meraviglioso, io adoro gli alberi solitari sarà tra i miei preferiti, ciao Emanuela


Sandro Libra, 19.12.2008 at 22:44h

grazie Nazario del tuo gradito commento.
Due alberi che soffrono condizioni estreme e opposte, come l'esistenza. ciao
albero 1 by Sandro Libra
albero 1
by
2.3.07, 20:04
11 Comments



Vincenzo Barbato, 8.01.2009 at 13:51h

molto bella... peccato x il bordo rosso mi sembra troppo grande.
l'immagine e fantastica. complimenti



agnese52, 14.01.2010 at 20:57h

questa me l'ero persa, che bella


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