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Miss Mc kennet by Anna Maria Gaglioli

Miss Mc kennet


by 

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27.10.2010 at 11:25h
, License: All pictures © by the senders.
Tratto dalla trilogia Memory
Titolo: Miss Mc Kennet
Prefazione
L’esistenza di Sean si consuma in una fiammata come un cerino acceso per gioco da un bambino affascinato dalla scoperta del fuoco. La vita dell’uomo è Un bagliore. Un delitto. Un colpo di coda. Un eccesso portato all’estremo. L’amore perverso che prova per la propria madre, l’amore profondo non ricambiato per Alexandra. Tutto è da spingere a manetta sull’acceleratore perfino il gene Indaco che avanza e lo divora come la iena separa lentamente la vita da una carcassa di animale.
La storia
3 Ottobre 2010
Una nave da crociera. Gente che va e gente che viene. Un croupier in pensione muore d’infarto nella sua cabina. Tra le mani stringe un biglietto nel quale ha scritto “Miss Mc Kennet ”. Le indagini vengono assegnate dal magistrato Levis al commissario Corradi che, durante un sopralluogo nell’abitazione della vittima, trova un’autobiografia.
Dal diario del croupier – 2 Settembre 2010
“Per anni le mie mani non hanno fatto altro che direzionare la fortuna…
a chi troppa, a chi poca, a chi nulla.
Mani veloci, perché il tempo è denaro.
Posizione semieretta, schiena dritta, portamento serio.
Ho visto soldi traslocare qua e là,
uomini rovinarsi una vita ed altri farsene una nuova.
In breve, ho dedicato una grossa fetta della mia esistenza
al gioco della roulette, tanto lunga che
i baffi sulla faccia si sono imbiancati.
Da giovane tutto quello che ho guadagnato
l’ho sperperato giocando a poker con i pazienti
(per la maggior parte donne)
del mio “genitore genetico” Lord Sean Stansford.
In tre abbiamo scelto di rischiare la galera
io e le mie amiche Sonia e Delia entrambe Clown.
Il fatto è accaduto qualche giorno prima
del pensionamento che è arrivato lo scorso anno.
Con i soldi ricavati sono entrato a far parte come finanziatore di un progetto nato per contrastare
ilDna dei Memory, esseri portatori di
deturpazione mentale figlia di una genesi alterata,
che è in espansione e del quale ultimamente
ho scoperto di esserne parzialmente affetto io stesso.”
Dal diario del croupier – 15 Agosto 2009
“Sonia, la mia amica, stasera aveva gli occhi
di tutti i presenti puntati sul volto.
Un milione di euro sono spariti dentro ad una ventiquattrore di pelle nera.
Poco dopo ho dirottato una cifra da capogiro
davanti alla mia seconda complice.
C’è stato un bisbiglio che si è trasformato in stupore.
Lei ha raccolto la vincita in una borsa di cuoio
ed è uscita dal casinò.”
Dal diario del croupier – 8 Settembre 2010
“I Memory si stanno sostituendo agli esseri umani.
Da qualche tempo le vedo almeno
due volte la settimana,
non sono mai le stesse…
a volte bionde, brune, more o rosse.
Per il servizio che elargiscono pago sempre
un prezzo diverso, controllo lo scontrino
e se tutto va bene, quando sbagliano nel darmi il resto,
con discrezione glielo faccio notare.
In particolare c’è un supermercato
dove spesso faccio file anche di mezz'ora
perché adoro osservare la cassiera che ci lavora.
È una Clown, una delle poche superstiti.
Ogni volta che le osservo,
le sue dita affusolate e svelte
mi portano indietro con i ricordi
a quando, per la prima volta, ho avuto modo di osservare le mani di una croupier e me ne sono innamorato…
intendo delle mani non di lei…
sensuali, ammaliatrici, forti e allo stesso tempo
capaci di decidere in pochi istanti
il futuro di un essere umano.”
Dal diario del croupier – 9 Settembre 2010
“Tra due settimane parto per una crociera
molto speciale… eh…eh…eh…
per la prima volta nella mia vita
niente fiches sul tavolo verde… eh…eh…eh…”
Dal diario del croupier – 10 settembre 2010
“Oggi è stata una giornata limpida e ventosa.
I Memory, forzando la serratura,
sono entrati nella mia abitazione…
ho fatto rapidamente un giro di ricognizione…
strano… non hanno rubato nulla…
del resto quello che stanno cercando
lo porto sempre con me…”
Dal diario del Croupier – 6 Gennaio 1992
“Ho rivisto Sonia,
è stata la tata di mia figlia Leila.
Dalla relazione extraconiugale avuta con lei
sono nati due gemelli.
Il corpo senza vita di mio figlio Carlo, il primo,
è stato ritrovato sull’argine di un fiume.
I Memory, dopo averlo sbranato,
gli hanno sfondato il cranio.
Moreno, il secondo, è in Sicilia
sta cercando di scoprire dove si trovano
i laboratori di ricerca M Onlus…
spero di ricevere presto notizie
da parte di mio figlio…”
Dal diario del croupier - 15 Gennaio 1992
“Oggi il mare è agitato.
Il dolore per la perdita di Carlo,
trapassa l’orizzonte infiammando le onde
che si infrangono sulla scogliera.
Il tramonto è opaco e silenzioso,
il vento soffia piano,
le nuvole scorrono su un letto di piombo.
Tutto sembra uguale a ieri,
ma i giorni non sono capaci di tornare,
non sanno come si fa.”
Dal diario del croupier – 18 Gennaio 1992
“Carlo era un uomo di bisca,
di zecchinetta, di ramino pokerato,
un animale da scantinati polverosi,
generava nuvole di nicotina
partorite da polmoni indolenti,
grande bevitore di caffè in cialde
che consumava seduto al tavolo da gioco.
La notte prima di essere ucciso
ha perso tutto in una mano di re e di cavalli.
Moreno ha ereditato da me
l’amore per il poker
ed è un giocatore d'azzardo.
Smoking, stanze illuminate a giorno,
tappeti verdi e rumori di palline
che scorrono su giostre per adulti.
Frequenta femmine leopardate,
fiches striate come serpenti a sonagli,
tracanna spesso gin tonic servito dentro
a bicchieri a stelo lungo tintinnanti di ghiaccio
e vincite di classe.
Presto la compagna di Carlo
darà alla luce un figlio e questo
mi preoccupa non poco…”
Dal diario del croupier – 22 Aprile 1985
“Con Jackinson ci conosciamo fin da ragazzi.
Non abbiamo mai avuto bisogno di tante parole
per capirci, da giovani ci siamo promessi tutto quello
che nessun marinaio avrebbe osato
neanche davanti alla più terribile delle tempeste.
Poi le nostre vite hanno preso strade diverse.
Io mi sono imbarcato su una nave da crociera
come croupier, lui si è arruolato nei Marines.
Insieme abbiamo organizzato il primo raduno
nella storia del gene C.
Ora lui è il coordinatore del nostro movimento,
tra non molto diventerò il braccio destro
del mio amico Jackinson.”
Dal diario del croupier – 25 Febbraio 2000
“Le discendenze di David Runderford sono nobili.
Nato in Inghilterra, cresciuto a New York,
attualmente vive in Italia.
Il suo pupillo Sean Kilkenny è finito al gabbio
dopo aver ucciso il fratello della madre
Catrine Stansford,
grazie alla soffiata che noi Clown
abbiamo fatto alla polizia.
Sean ha varcato il cancello della galera
con le mani che cercavano di prendersi
le une con le altre.
Inevitabilmente, vista la situazione,
si sono scontrate con altre due appartenenti
alla guardia carceraria, uno dei nostri,
un Clown che successivamente gli ha fatto il culo
nel vero senso della parola…”
Dal diario del croupier – 29 Marzo 2010
“Oggi hanno scarcerato Sean.
Ad attenderlo c’è la berlina nera
mandatagli da Runderford.
Mio nipote Peter, che oggi ha diciotto anni,
è in grave pericolo.”
Sean Kilkenny
<L’autista è sceso per aprirmi lo sportello, “Dio quanto odio quel suo fare ossequioso!”. Sono salito in macchina. L’inizio della mia follia è nelle mani della rabbia che ho accumulato. Dopo l’ultima inculata di commiato, sono diventato indifferente all’atto sessuale maschile nel senso che di scoparmi una femmina non me ne frega niente, il mio uccello si muove per altre cose… eh…eh…eh…eh… vedere da un buco nel muro mia madre mentre si fa spingere il membro del mio padrino, inturgidito dallo sfregamento, dentro la sua fessura di “alto bordo”, mi ha fatto tornare gli appetiti sessuali… eh… eh… eh…!
Il piacere nel guardarli è arrivato in maniera selvaggia… l’ho paragonato ad una seconda colazione golosa dopo un caffè di dubbio gusto… irrinunciabile!
Ho raggiunto l'orgasmo nello stesso identico momento in cui la porta della stanza si è chiusa alle spalle dei loro giochi erotici e perversi. Li ho visti entrare nella doccia e avrei voluto vedere ancora e ancora… ma la porta del bagno che dà sulla camera da letto me l’ha impedito perché la donna delle pulizie è entrata nella stanza, mi ha coperto la visuale ed io ero ancora fradicio di sudore e del mio sperma e… cazzo! Ma non poteva aspettare?... ha spazzato via gli amplessi e tutto il resto. Ho superato il limite e prima di uscire di casa, mentre loro nel bagno se la godevano alla grande, sono andato in cucina, ho afferrato il coltello con il quale si fa a pezzi un pollo e l’ho affondato, come faccio di solito, un paio di volte nella gola della “stronza” che è deceduta dopo due/tre minuti con un punto interrogativo nello sguardo. La morte, quando è improvvisa, assomiglia al rivolo di sangue che ha asciugato silenzioso il senso di colpa di cui mi sono fatto carico solo per un istante prima di andare via…
Ora sono le 4.48 del mattino e mi sento di nuovo bene. In strada le sirene blu precedono quelle gialle. La luce di nuovo prima del suono. Anche questa per me è una scoperta.
Sono le 5.43, li sento rientrare… il sole è ancora nascosto dietro l'orizzonte… dal buco nel muro vedo mia madre e il suo compagno che si spogliano… con loro c’è una terza persona… immagino di stare su una barca… il nuovo venuto è un “coglione”. Dopo essersi abbassato i pantaloni, si è infilato nel letto vestito e sta scaldando il suo uccello, lo fa con discrezione nascondendo la mano complice poco sotto le lenzuola… nell’aria si sente solo un lieve fruscio che fa su e giù… l’amico di mia madre allunga una mano sul seno di lei, lo palpa bene bene… è eccitato, lo intuisco dal respiro veloce che gli alza il torace abbronzato… per un po’ la scopa da Dio con il suo cazzo che come impazzito, pompa sangue a più non posso.
Il vento della notte che muore, gonfia i coglioni al “terzo” che stanco di gingillarsi con il suo “coso”, si toglie le scarpe e finalmente decide di lasciare entrare il suo “cazzetto” per qualche secondo nella fessura di alto bordo ma, evidentemente, soffre di eiaculazione precoce e dopo dieci minuti giunge “l’abbassa bandiera”… sarebbe stato un bel guardare ed invece lui è stato degno compare dei miei finti gemiti di piacere… se solo avessi potuto… il mio uccello davanti alla sua cosina agghindata non avrebbe certo fatto cilecca al contrario di quel gran “testa di cazzo” che per consolarsi, nel frattempo, ha preso ad armeggiare con la bocca sul pisello del pezzo da novanta che a giudicare dall’espressione del suo viso, visto dal buco, sembra gradire non poco.
Mentre lei si gingilla i capezzoli inturgiditi da uno di quegli stupidi giocattolini erotici che mi fanno montare l’eccitazione e prima di prendermelo in mano una seconda volta, esco di casa… ora non posso rilassarmi… il cane bussa due volte alla tempia… vuole che lo porti a fare un giro di palazzo…>
Dal diario del croupier – 3 Aprile 1980
“Ogni volta che mia sorella mette in punizione Mary,
la mia nipotina fa sempre lo stesso percorso.
Esce di casa e va in un quartiere all'estrema periferia
della città che si chiama “la valle dell’inferno”,
si mette seduta ai margini del piccolo stagno
che divide la collina dal campo di pallone,
poi segna sulla terra un cerchio con il dito,
butta un sassolino e con pazienza cinese corregge
le differenze con i segni sull'acqua torbida
che riesce ad annotare a mente.
È il modo per trasformare l'effimero in tangibile. Raccontare con la sabbia una storia
di forme e pietre sul fondo, le dà un senso di onnipotenza.
Trascorrono i pomeriggi insieme pensano al loro futuro o meglio al domani, non ovviamente quello che viene dopo l'oggi. Per quello aspettano che passino con calma le ventiquattro ore necessarie ad invecchiare di un giorno.
Piuttosto, sempre più spesso ultimamente,
i ragazzi cercano di prevedere il futuro.
Per migliorare la visualizzazione
della reciproca ombra cinese proiettata
sulla curva dietro l'orizzonte,
hanno buttato entrambi i libri di scuola.
Con un solo mediocre risultato…
si sono adattati a vivere in condizioni di follia plausibili piuttosto che in una lucida realtà futuribile.”
Sean Kilkenny
<Catrine ha confidato a Rudolf che mio fratello le ha sussurrato all’orecchio durante uno dei loro incontri erotici, che la donna Indaco, quella che dovrò uccidere, per fuggire a noi Memory è andata a New York…
A me sta il compito di scovarla.
Da qualche tempo la stanza dove dormo, quella con il buco nella parete, è popolata da figure arcane… hanno dei volti familiari eppure vestono abiti medievali… si tengono per mano e girano tutte insieme in senso orario intorno al mio letto… cazzo! In una di loro, la scorsa notte, ho visto la Donna Onirica… la stronza, una discendente dei Mc Raimond che poi è finita su tutti i giornali. Nel sogno mi sono incazzato con lei e ho tentato di ucciderla lo stesso ma la figura è scomparsa inghiottita da uno specchio dal quale poi ne è uscita un’altra e poi un’altra… le ho contate… sono ventidue… e hanno tutte lo stesso volto da Clown impresso sulla faccia…
Con il passare dei giorni la paura ha iniziato a scavarmi dentro… latrati strazianti e musiche medioevali mi portano a non chiudere occhio e la notte dormo con la luce accesa. Mia madre e Rudolf il suo compagno mi hanno portato da uno che toglie le “fatture”, un cubano che ha messo su famiglia in Italia. Il tipo a voce alta ha urlato, mostrandomi una croce, parole incomprensibili… il cane ha bussato forte due volte sulla tempia… mi sono divertito… gli ho azzannato la carotide… mia madre si è arrabbiata con me perché rischio nuovamente la galera… mi hanno messo in punizione, gli unici svaghi concessi sono il buco nel muro, il computer e la play station.
Quelle che in questi giorni vedo in chat sono facce, volti seri, una carrellata infinita di vite umane alla mercé di quello che io ritengo sia uno dei più astuti uomini esistenti sul globo terrestre… ovvero David Runderford.
Da qualche tempo uno strano malessere si sta impossessando della mia persona e torno come da bambino a chiudermi in cantina aspettando che passino le ventiquattrore necessarie ad invecchiare di un giorno… tic…tac…tic…tac… il tempo scandisce le ore… il cane torna a bussare tre colpi sulla tempia… “lui” non aspetta… così sono uscito e ho buttato via il pacchetto di sigarette vuoto, l'accendino usato, ho speso 200 euro per una cena con “una” di turno. Poi l'ho accompagnata a casa, ho gettato nel cesso dei rimorsi pure lei e la sua testa decapitata. Sono andato sul raccordo e ho spinto sull’acceleratore… le immagini del passato sono più veloci del panorama… eh…eh…eh… per forza… a 240 all'ora, gli errori della vita sono lì a cento metri dal muso della mia berlina nera dai vetri oscurati, irraggiungibili come carote sul dorso di un somaro testardo… è stato allora che l'ho visto e ho immediatamente capito che ci stavamo cercando… All'uscita 30, la strada si restringe…
Lo affianco e sfido il suo essere normale con un colpo di freccia che assomiglia ad un urlo di battaglia metropolitana, “stanotte sei mio... stanotte ti sbrano…eh…eh…eh…”, mentre penso che da ragazzo, ogni volta che ho deluso mia madre, per il dolore di aver sbagliato sono riuscito a sentire persino le foglie cadere e spezzarsi al suolo come un cristallo finemente lavorato che urta sullo spigolo di marmo di un qualsiasi oggetto… con un dispositivo elettronico l’ho fatto esplodere in aria… l’idea di piazzargli nel motore un congegno ad orologeria, mi è venuta giocando alla play station…>
Narra l’autore
Sette giorni dopo Sean è seduto al bancone di un night club per scambisti intellettuali. L’uomo pensa che la vita per lui non potrebbe essere meglio di così. C’è la madre che stasera è a caccia di emozioni forti. Nonostante sia arrivata nel locale da cinque minuti, nessuno dei maschi presenti l’ha ancora avvicinata…
Catrine indossa un paio di stivali rossi che terminano molto prima della gonna jeans e delle tette perfette… hanno i capezzoli rivolti verso l’alto e sono inguainate in una maglietta bianca con la scritta "Dietro è anche meglio!”… sotto non porta nulla, lo si intuisce senza averne la certezza…
Ora, per esempio, sta facendo delle prove generali di sex appeal su una cavia… il tizio, arrampicato sullo sgabello, assomiglia ad un geco annoiato. Quello le infila le dita tra le cosce, ma il gesto si ferma a metà del percorso… la mano destra di Sean è pronta a colpire… per non farla muovere l’uomo mette nel palmo un bicchiere di cristallo colmo di whisky, nell’altra il fumo della sigaretta che ha acceso si consuma avvolgendo nella sua spirale bianca un giornale spiegazzato che giace sulle sue ginocchia in attesa di essere usato… “lei” si avvicina e gli chiede se ha da accendere… lui si limita a guardarla… è come un pompiere senza idrante di fronte ad un incendio trovato per caso… si allontana con la sigaretta spenta appesa alle labbra e un’andatura che farebbe paura ad un cieco… Sean manda giù un grosso sorso di liquido ambrato e molla il bicchiere soffermandosi a guardare la scritta dietro alla maglia di Catrine… "Hai visto davanti?"… più che un avvertimento sembra un monito e un incentivo a spingere la mano giù nella tasca… l’uomo segue l’istinto e inizia la discesa… quando arriva ansimando alla metà del tragitto, Catrine ha già un tizio elegante come un pettirosso appena sveglio, a un centimetro dal culo. Ci sono due uomini che se la vorrebbero fare… “lei” prende tempo e finalmente, seguito dalla guardia del corpo, ecco che arriva Runderford… la scena è paragonabile ad un triangolo scaleno che cerca di darsi una regola per il calcolo del lato più lungo. Gli sguardi dei due si fermano sulla luce intensa della fiamma proveniente da un cerino che lui porge a Catrine… la sigaretta si accende, “lei” butta la testa indietro e si sporge in avanti… è il segnale di invito per i maschi che ha intorno… per calmare la mia erezione prima di diventare una furia scatenata, per un istante… eh… eh… eh… solo per un istante… mi sono sentito un cucciolo mansueto. Il trio, nel frattempo, sta dando spettacolo. Mentre i tre uomini si attorcigliano come anaconde ermafrodite alla ricerca dei sessi nascosti, “lei” fugge nella notte con le calze strappate e un battito che arriva dentro le mie tempie. La ferocia dilaga nel cervello di Sean, il killer si chiede… “Perché è scappata? Che cosa le hanno fatto?”… il cane bussa tre volte sulla tempia…
Runderford se ne va dal locale, calmo, indifferente, rilassato… solo ad uno dei due uomini rimasti ho riservato una morte lenta… a pensarci bene è il primo politico che uccido … allejua!
Aiutato dalla penombra ha lavorato con la punta del coltello vicino alla carotide. Quando ha avvertito il lampo della propria follia irrompere selvaggio negli occhi della vittima, si è girato ed è uscito correndo dal night.
Dopo la morte, i colori non hanno suoni…
La berlina nera dai vetri oscurati è sulla strada che porta a casa il Memory-Killer. La donna che lo ha partorito è con lui. Durante il tragitto i due si imbattono in un posto di blocco. La polizia li ferma, mostrano i documenti.
Il commissario Corradi chiede a Catrine se conosce il locale dal quale sono appena usciti. Lei, con fare lascivo, risponde di no. La scena oltre che grottesca, è ridicola. Sean mantiene il viso e le mani nell’ombra, sono ancora imbrattati di sangue. La voce della madre, suadente e maledettamente sensuale, chiede al commissario se possono andare... lui fa un cenno affermativo con lo sguardo…
Il rilassamento di averla fatta franca provoca al killer un semi-orgasmo e uno stato di sonno-veglia durante il quale sente di nuovo quelle tediose musiche medioevali inframmezzate dai latrati strazianti del cane che è in lui… al centro di un cerchio di fuoco c’è una bambina con la faccia da Clown… dice di chiamarsi Mary Mc Raimond… lui la guarda intensamente e lei inizia a raccontargli la propria storia… Sean rimane fuori dal cerchio consapevole che la bestia non può ucciderla…
Dal diario del croupier – 29 Marzo 2010
“Alexandra è figlia di genitori Indaco,
viaggia nel tempo e riesce a descrivere
con minuziosa crudeltà delitti atroci
progettati e commessi dalla specie Memory.
Oggi ha rivelato all’equipe
che segue il Progetto Defence del quale fa parte,
che la sua morte avverrà per mano
di un Memory, il suo nome è…Sean Kilkenny .”
Mary Mc Raimond
<Commissario Corradi, le vittime le vedo
qualche giorno prima che i Clown le uccidano.
Sono nella maggior parte esseri umani
contaminati dalla molecola Memory.
Percepisco tutto… sento il dolore che provano…
il terrore che esprimono… le paure… le preghiere…
di “loro” avverto la rabbia che si tramuta in ferocia
e, successivamente, in eccitazione sessuale…
poi…mi sveglio perché in preda a turbe emotive.
Quando hanno ucciso la prima personalità politica
mi sono spaventata sul serio
e confidando nella discrezione del primario
che segue il mio caso e quello di altre persone Indaco,
gli ho rivelato in via confidenziale
i nomi delle prossime vittime.
Il suo purtroppo è in cima alla lista.
I Clown dopo aver lasciato il loro orribile
presagio di morte, si muovono in gruppo.
Il fisico nucleare che coordina le ricerche
è il secondo…
nell’apprendere la notizia non si è scomposto…
non mi ha creduta e ha firmato il nullaosta
per il mio trasferimento a New York…>
Dal Diario del Croupier – 2 Aprile 2010
“Ho chiamato Mary,
è l’unica Indaco della stirpe dei Clown
che può salvare mio nipote dai Memory-Killer.
L’ho sentita in uno stato confusionale,
le ho detto di interrogare le carte sul futuro.
Spero che il mio consiglio le sia di aiuto…”
Dal diario del croupier – 30 Marzo 2010
“L’inizio della vita di Sean fuori dal gabbio
è nelle mani della ferocia
che ha accumulato negli anni
passati dietro alle sbarre.
Dieci per l’esattezza.
L’uomo ha trascorso la notte
in una stanza d’albergo
in compagnia di una prostituta.
In preda alla propria follia omicida,
dopo averla sbranata, l’ha presa a coltellate.
Corradi è giunto sul posto qualche ora dopo il decesso…”
Dal diario del Croupier – 21 Gennaio 1980
“La mia amica Delia ha aspettato
il ritorno a casa del compagno, un uomo Indaco,
con in mano un pezzo metallico del suo amore.
Lui è una persona che di giorno fa girare
milioni e milioni di dollari.
È anche uno dei finanziatori del Progetto Defence. Recentemente si sono incontrati sul transatlantico
dove io lavoro da circa tre settimane,
hanno cenato assieme
(ho notato con rammarico che ingurgitano il cibo
con la stessa bramosia delle iene,
sono entrambi vittime di incroci genetici
tra razze diverse voluti dalla natura e dal destino),
esausti e sbronzi si sono addormentati
alle quattro del mattino nella mia cabina.”
Dal diario del croupier – 23 Gennaio 1980
“L'odio è una linea retta.
Fredda e silenziosa come il carico di morte
che porta con sé, non disegna curve o perifrasi,
non ama la metafora, è un soffio di vento caldo
che inganna, mentre ti congela la vista accecandola…
La giusta distanza dell'odio è nei due metri
che stanotte hanno diviso la pistola
che Delia reggeva tra le mani,
dal petto fiero di lui.
Dopo avergli sparato io ero presente alla scena
se n’è andata via senza voltarsi indietro.
Ho portato i primi soccorsi al poveretto.
Il caso è finito sui giornali.
Ormai l’opinione pubblica sa che ci chiamiamo Clown
e che gli Indaco ci stanno sterminando.”
Dal diario del croupier – 10 Dicembre 1980
“Pochi sono a conoscenza della nascita
di una nuova razza che si sta rapidamente evolvendo sull’intero globo terrestre.
Il capo, o meglio colui che coordina
questa specie feroce, è un fisico nucleare.
Runderford a parer mio è un genio molecolare
affetto da sindrome di trasformazione e manie
di onnipotenza. Presto troverà un modo
per arrivare a gestire il tempo
e le risorse energetiche
degli esseri umani Indaco …”
Dal diario del croupier – 14 Luglio 1985
“Il Cavalier Salvo Parrisi
è un portatore sano di molecole M
e per questo motivo è entrato a far parte
della Fondazione Scientifica M Onlus,
che si occupa di un progetto mondiale
per la salvaguardia dell’umanità.
I suoi laboratori di ricerca hanno aperto
filiali in tutto il mondo.
La moglie è morta.
Sono state le sue stesse figlie ad ucciderla.
I giornali addossano ai Clown il decesso della donna.
In via confidenziale, l’altra sera,
mentre gli fornivo fiches al tavolo da gioco,
Parrisi mi ha confidato di aver avuto da giovane
una relazione con Lady Kilkenny, la nonna di Sean, portatrice sana, a dir suo, del gene C.
Dalla loro relazione è nato un figlio,
si chiama Rudolf di cui non ha saputo più nulla… sicuramente anche la sua storia
è una follia della genetica.
Queste evoluzioni ortomolecolari
non sono controllabili nel tempo e per l’umanità,
se la scienza non porrà rimedio,
ci saranno conseguenze devastanti.”
Narra l’autore – Alexandra
L’esistenza di una donna Indaco contaminata da un Clown al quale scorre nelle vene la molecola M, che vive sola in una città come New York, non è certo delle più semplici da comprendere e accettare.
Dal diario del croupier – 1 Marzo 1980
“Rudolf è un uomo Indaco al quale, però,
scorre il gene C nelle vene.
Prima che sua figlia Alexandra venisse al mondo, collaborava con i servizi segreti americani.
Questo è ciò che mi ha confidato la notte scorsa.
Spacciandosi per un nobile e sborsando
una forte somma al comandante,
è riuscito ad imbarcarsi sulla nave da crociera
diretta in Italia dove io presto servizio.”
Dal diario del croupier – 15 Marzo 1980
“Sono passate due settimane.
La nave ha raggiunto come da programma
la costa italiana.
Con Rudolf abbiamo simpatizzato,
forse un giorno ci incontreremo nuovamente…”
Narra l’autore - Mary Mc Raimond
È sera. Prima di coricarsi, Mary, dando retta ai consigli di suo zio il croupier, interroga le carte medioevali sul proprio futuro, ma non ottiene nessuna risposta.
La disperazione compare nella mente della donna compenetrandosi corposa a riempire i minuti che non riesce ad ingurgitare, deteriorando l’aiuola del tempo imperfetto che vive durante la notte nei sogni. In questo momento della sua esistenza, la mente impacchetta per lei importanti percorsi di vita come una virgola messa al posto sbagliato di un periodo sconnesso e troppo lungo. Runderford, il capo dei Memory, le sta dando la caccia.
Per questo motivo i servizi segreti d’accordo con l’equipe medica del gruppo sperimentale nel quale è entrata a far parte da circa tre anni e mezzo, l’hanno trasferita a New York. La nuova casa si trova in periferia. Ma l’insidia più grande sono i Clown perché Mary non sa di essere l’ultima portatrice sana del loro gene ormai in via di estinzione.
La donna si addormenta e nel sogno vede tre porte… entra nella prima… si trova all’interno di una stanza buia… le carte sono distese a terra a faccia in giù e formano un ovale perfetto nel quale istintivamente entra… all’improvviso il … i simboli dopo aver preso fuoco uno ad uno si trasformano in esseri umani che tenendosi per mano si muovono in senso orario ghignando… dall’esterno del cerchio provengono latrati di cane e urla strazianti di gente morente… la guerra genetica tra Clown, Indaco e Memory sembra avere inizio…
L’indomani Mary si collega via internet e rilascia all’equipe che studia i vaccini anti-Memory e che ha dato vita agli Indaco, la testimonianza di quello che ha visto in sogno…
Dal diario del croupier – 5 aprile 2010
“I Memory si stanno avvicinando sempre più
a mia nipote Mary.
So cosa vogliono da lei!
Stanotte, per esempio, appena si è addormentata…
di nuovo le tre porte…
come la volta precedente è entrata nella prima...
il mazzo di carte medioevali era al centro della stanza…
Mary si è avvicinata…
i simboli le hanno parlato della nascita
di una città virtuale nella quale
entreranno a far parte gli esseri umani Indaco…”
Dal diario del croupier – 16 Marzo 1980
“Sul treno che Rudolf ha preso per raggiungere
la madre di Sean, c’era anche Delia.
Con lei ci siamo sentiti al telefono qualche ora fa,
pare che l’uomo stesse ripassando un copione…”
Narra l’autore - Catrine
Catrine ha trovato Rudolf semi-nudo, privo di sensi nel proprio giardino. Mentre lui faceva finta di essere moribondo, lei si è impalata sopra al suo uccello che non ha perso tempo e, dopo un po’ le ha inondato la fica di sperma. La donna ha imprecato ridendo e gli ha sussurrato nell’orecchio con voce lasciva...
“… sei fortunato… mio figlio è con suo padre…
se era qui te lo avrebbe attorcigliato intorno
alle palle questo tuo cazzo maleducato…”
Narra l’autore - Mary Mc Raimond
Mary sogna di nuovo le tre porte… come le altre volte entra nella prima… nella stanza, su un tavolo circolare, una candela accesa illumina il mazzo di carte… si avvicina e inizia a mescolarle… i Clown escono dal mazzo ghignando… Mary corre terrorizzata giù per le scale… arrivata in fondo vede l’entrata di un tunnel… lo percorre per un tratto poi… il buio…


Sean Kilkenny
<Prima di partire per New York alla ricerca della Donna Onirica devo uccidere quel merdoso di mio fratello che circa dieci anni fa sostituendosi ad un chirurgo plastico di fama internazionale, è diventato un luminare.
Ho due motivi per farlo… mia madre desidera questo e perché io e Catrine abbiamo sancito un patto leccandoci il sangue che sgorgava dai nostri polsi… prima di saturare le ferite da rasoio, come due vampiri abbiamo succhiato avidamente il liquido dolciastro che fuoriusciva dalle vene in rivoli copiosi… sappiamo entrambi che così facendo perdiamo uno dei nostri consanguinei che potrebbe esserci utile in futuro ma, ormai, i servizi segreti sanno che è un Memory e non lo mollano un secondo…
Runderford mi ha fornito le chiavi della villetta fuori città dove lo stronzo di merda porta le sue troiette giovani nei fine settimana che ha liberi.
Sono le dieci del mattino… il latte bolle nel pentolino maculato di incrostazioni e disattenzione… sono influenzato e fatico a respirare normalmente, per evitare di tossire spesso dormo con il viso appoggiato al tavolo della scrivania in soggiorno. L’orecchio destro è semi-addormentato, sembra insensibile perfino alla musichetta sibilante che proviene dal telefono cellulare di una delle due ragazze dalle quali lui, la mia vittima, si fa leccare prima di farle mettere prone e mi tocca stare a guardare la solita scena... il montone che con il pene dritto si fa a turno le pecorelle del gregge… prima una… poi l’altra e viceversa… loro belano di piacere nel ricevere la calda razione e lui, per eccitarsi di più, le investe di sesso… già visto… se c’è una cosa che non sopporto sono le ripetizioni, i filmini hard da bancarella…il cane bussa due colpi secchi sulla nuca… ho premuto play… sono entrato nella stanza dalla porta-finestra semi-aperta che dà sul giardino, ringhiando ho azzannato il culo di una delle due, con una manata ho fatto le chiappe rosse all’altra che, stranamente, ha raggiunto l’orgasmo impregnando dei suoi umori la mano addestrata… mi sono incazzato e l’ho scaraventata sul pavimento… lei, con insospettabile velocità come se gli avessi iniettato adrenalina nel cuore, ha preso la porta-finestra e gridando è corsa via salvandosi dalla mia ferocia… non ho il tempo di correrle appresso anche se vorrei. Uccidere mio fratello, nudo e arrapato, è stato uno spasso… mi sono tolto la cinta dei pantaloni e l’ho strangolato mentre cercava di telefonare per chiedere aiuto chissà poi a chi… p.a.t.e.t.i.c.o…
La berlina nera mi ha aspettato con le luci di posizione accese, mia madre è dentro… il cadavere dell’altra stronzetta, quella con le chiappe a brandelli, è nel portabagagli… prima di arrivare a casa lo seppelliamo vicino ad un albero… da bravo animale riesco a scavare enormi buche in poco tempo… e il mio nuovo “osso” è ben nascosto. L’indomani la solita solfa… i giornali scrivono… la gente parla… parla…
Ora sono all’aeroporto di Fiumicino, il volo per New York parte tra un’ora... non so perché… la prossima vittima sento che è diversa dalle altre…>
Narra l’autore - Mary Mc Raimond
Per motivi di sicurezza i servizi segreti americani d’accordo con le autorità italiane, di frequente spostano Mary nelle sedi principali della Fondazione Scientifica M Onlus dove la donna, per le sue premonizioni, viene continuamente monitorata durante il sonno.
Narra l’autore –Alexandra
Alexandra riceve una comunicazione da Runderford.
Per motivi di lavoro si dovrà trasferire nella sede americana della Fondazione Scientifica M Onlus a Las Vegas che ospita il centro di ricerca.
Un secondo vaccino molto simile al primo, quello sperimentato contro il gene C, sta per essere messo in commercio. Tuttavia i risultati non sono soddisfacenti poiché immunizza gli esseri umani non contaminati ma nello stesso tempo, fortifica i Memory rendendoli ancora più determinati e feroci negli atti sessuali e criminali. I casi testati hanno registrato che le molecole M, immunizzate dal nuovo ritrovato, si moltiplicano velocemente dando vita ad una catena di alterazioni genetiche mostruose…
Sean Kilkenny
<Cazzo! Sto male! Devo imbarcarmi. La signorina ha chiamato il volo per New York… ho caldo… la pelle mi brucia e pure le palle… un sudore freddo interno mi fa tremare… a “lui”, il cane che abita nella mia mente, non gliene frega niente del mio malessere… si fa sentire… bussa sulla tempia ringhiando due colpi secchi. Ora non posso fargli fare i tre giri di palazzo ma “lui” sembra non capire e continua… batte altri due colpi… questa volta su tutte e due le tempie e… parte la musica… una nenia medioevale si diffonde nelle meningi e i latrati stonati irrompono nella memoria… batto le nocche sulla fronte… mi guardo intorno per vedere se qualcuno mi osserva… c’è uno della sicurezza che guarda… cerco di darmi un contegno, sento già la bava salire su nella gola… prima che esca dalla bocca mi infilo nel bagno e vomito la mia rabbia ed il mio risentimento nel cesso…>
Narra l’autore - Mary Mc Raimond
Una Memory si è sostituita a Mary, se ne accorgono i servizi segreti grazie ad una segnalazione di Dorian Seinburg che ha riscontrato nel sangue della donna tracce della molecola M.
Corradi sta al gioco e lascia credere di non aver intuito, mentre Moreno si accorge dello scambio d’identità e la uccide in un’imboscata organizzata dal croupier.
Il caso viene insabbiato dalle autorità locali.
Dopo il suo rientro in Italia, Mary, ogni giorno alla stessa ora, esce dalla sede della Fondazione per una passeggiata pomeridiana. I servizi segreti italiani hanno assegnato alla donna una scorta composta dagli appuntati Sandri e Mariani.
Narra l’autore - Il commissario Corradi
Dopo la morte del fratello avvenuta per un regolamento di conti, Luca aveva covato per molto tempo rabbia e rancore verso la giustizia e verso tutte le istituzioni. Poi si era dovuto arrendere ed era passato dalla parte della legge. A nulla erano valsi i tentativi dei genitori di fargli cambiare idea circa la professione da intraprendere. Per suo fratello Maurizio di quindici anni più grande di lui, uccidere, rubare, era come stare a guardare una pubblicità in televisione di un qualsiasi detersivo. Ogni tanto Luca amava rivivere il flash back della propria adolescenza. Dopo la morte del fratello maggiore Corradi aveva atteso il ritorno a casa di lui fino al giorno in cui gli era scattata la voglia di vivere una vita fuori dallo specchio rotto a cui si era improvvisamente trovato innanzi.
Aveva scelto di intraprendere la carriera militare più per gioco che per altro. Con l’andar delle stagioni era diventato un uomo senza sogni che dormiva un sonno senza riposo, l’ombra di Maurizio l’aveva seguito ovunque e Luca, spesso, la notte sognava gli occhi spiritati di suo fratello dai quali, nonostante il tempo, non era riuscito a distaccarsi… due pupille nere, cupe e profonde… “posso cambiare tutto, avere tutto, posso essere mille identità!” urlava deciso Maurizio quando giocavano insieme a guardia e ladri…
Corradi è sulla volante. La radio internazionale Brownstone trasmette il notiziario della notte…
<Sono passate quarantott’ore dalla colluttazione
avvenuta in un night club della capitale italiana
e non si hanno notizie del Memory
che ha fatto perdere le sue tracce
grazie all’intervento di un complice
seduto al volante di una berlina nera dai vetri oscurati parcheggiata davanti al locale.
Una agente della sicurezza in borghese,
è riuscita a ferire il killer alla mano sinistra.
È morto sul colpo, nell’attentato avvenuto ieri notte sull’autostrada Roma-Fiumicino,
uno dei principali finanziatori della
Fondazione Scientifica M Onlus.
Il professor Luciano Parrisi,
in un’intervista avvenuta
qualche ora prima del decesso,
aveva annunciato di aver trovato un nuovo vaccino
capace di inibire le molecole M
negli esseri umani contaminati dal virus,
portando i pazienti ad una graduale
e definitiva guarigione.
Il cadavere del biologo,
completamente deturpato fino all’inverosimile,
è stato riconosciuto oggi dai familiari.
Sembra che la Mc Raimond,
conosciuta come “La Donna Onirica”,
avesse previsto già da tempo la morte dello specialista.
I funerali dell’uomo saranno celebrati domani…>
Narra l’autore - Sean Kilkenny
Sean è frastornato da giorni. Un anomalo senso di impotenza lo sfinisce. Il killer dorme per tutto il viaggio. Arrivato a New York, un taxi lo accompagna in albergo. Ora è in camera sua e non ha voglia di uccidere. Il cane bussa tre volte sulla tempia. Quel bastardo vuole fare tre giri di palazzo. Sean si ribella, per la prima volta preme stop… non per uccidere… gli piace ascoltare il suono del silenzio… si distende sul letto e chiude gli occhi per godere appieno di quella beatitudine che lui non conosce. Il telefono squilla. Alza la cornetta per sentire chi è. Dall’altra parte c’è sua madre. Lui non vuole parlarle. Lascia il telefono staccato e si addormenta… nel sogno vede una strada che termina a ridosso di un burrone… sospeso in aria davanti ai suoi occhi appare il ponte levatoio che conduce ad un castello medioevale… sull’enorme portone di entrata c’è scritto… “Memory”… le fiamme venute dal nulla disegnano un cerchio intorno a lui…
Si sveglia accaldato e per cercare di calmarsi ripete a se stesso “è solo un incubo…”…il cane torna a bussare ancora una volta…
Narra l’autore - Mary Mc Raimond
Mary è particolarmente nervosa e il sonno stenta ad arrivare. Finalmente si addormenta. Nel suo viaggio onirico ritrova le tre porte… questa volta sceglie di entrare nella seconda… riconosce la via che percorre tutti i pomeriggi… sulla strada c’è un mendicante che la osserva. È in piedi, fermo, sotto ad una pensilina con il capo chino. L’insieme, alla donna, risulta stranamente giovanile e armonico… il temporale si avvicina sempre più… cupe nubi cariche di acqua si avvicendano sospingendosi l’una contro l’altra, portate da raffiche di vento freddo… inizia a scendere una pioggerellina fitta… un lampo nel cielo e… il mendicante non c’è più! Al suo posto Mary vede un tipo ben vestito con la faccia da Clown… il rumore di un tuono che sfocia in un boato… ed è il buio…
Narra l’autore – l’altra Alexandra
Da quando Alexandra è arrivata al centro di ricerca
M Onlus di New York le capita spesso, durante le brevi passeggiate quotidiane in città, di incontrare nei posti più disparati un mendicante. Ha raccontato della presenza costante di questa figura silente a sua madre durante le brevi telefonate intercorse tra loro. L’ha anche messa al corrente di averlo sentito chiedere l’elemosina in uno strano accento londinese, l’ha osservato dividere il pane con altri poveracci che vivono alla giornata. Un giorno ha preso coraggio e si è avvicinata a lui… ci sono voluti tre giri più tre giri di palazzo… ma questo, a lei, non l’ha detto… l’ha spiato a lungo da dietro un cespuglio di foglie mentre preparava un giaciglio fatto di cartoni scocciati vicino al solco dove nel pomeriggio sicuramente erano passate piccole formiche in processione… l’uomo ci si è disteso sopra e dopo essersi girato su un fianco si è addormentato. Accanto a lui c’è una bimba con la faccia da Clown che gioca con le sue stupide carte… si è stropicciata gli occhi… il tempo di un lampo e non l’ha vista più!
Quando l’ha ucciso per prendere il suo posto e… le è costato ucciderlo… ehhhh… se le è costato… il poveraccio dormiva sulla sua miseria che non conosce vergogna. Per stare bene gli bastava un pezzo di pane, qualche spicciolo o semplicemente l’elemosina di persone che non fuggono davanti al mostro della povertà…
Dal diario del croupier – 14 Aprile 2010
“Oggi una Memory ha preso le sembianze
di Alexandra, ha ucciso un barbone
e si è sostituita a lui.”
Narra L’autore - Mary Mc Raimond
Mary in sogno ha mischiato le carte, le ha deposte in semicerchio sul letto. Le parlano nuovamente di un mendicante che dorme nelle strade di tutto il mondo su un letto di sassi, la pioggia per doccia… la donna guarda il poveretto, ma è come se vedesse ogni giorno una persona diversa …
Dal Diario del Croupier – 16 Aprile 2010
“I Memory si stanno sostituendo a tutti i senzatetto,
uomini e donne che vivono sul nostro pianeta.
Agiscono indisturbati poiché
la maggior parte dei barboni
non ha parenti né amici.
La guerra genetica dei Memory contro l’umanità
tra non molto avrà inizio...”
Narra L’autore - Sean Kilkenny
Runderford riceve da Sandri e Mariani la comunicazione che Mary non si trova più a New York ma a Las Vegas. L’uomo avverte Sean. Il killer dopo una notte insonne popolata da sogni atroci si prepara a raggiungerla. Durante il tragitto in macchina verso l’aeroporto si addormenta… nel sogno vede tre porte, sceglie di entrare nella prima... una bimba pettina i capelli della bambola che tiene in braccio ma quando Sean cerca di avvicinarsi a lei tutto si dissolve nel nulla…
Narra l’autore – Alexandra
A Las Vegas è arrivata la primavera e con lei, fiori e prati verdi brillano sotto la luce di un dolce sole tiepido. Mentre Alexandra cammina per la strada, dopo aver svoltato un angolo si trova faccia a faccia con due occhi di cane… lo sguardo cattivo dell’animale la impressiona non poco… non porta il guinzaglio, a lei sembra che segua il mendicante che all’improvviso si gira mostrandole un’orrenda maschera da Clown che di seguito si sovrappone all’immagine del poveraccio… il tempo di un lampo… la bestia scompare… Alexandra è immobile… si sente fuori dal tempo… è stata una frazione di secondo eppure c’è passato dentro un secolo… la donna sconvolta torna alla Fondazione Scientifica M Onlus e racconta l’accaduto a Victor Side e a Gery Dallow ma i due sono stati uccisi dai Memory… a chi ha preso le loro sembianze la testimonianza di Alexandra non interessa …
Sean Kilkenny
Sean è arrotolato nei suoi stracci. Cerca di scaldare i pensieri mentre il sole del pomeriggio inoltrato tenta inutilmente di nascondersi dietro ad una nuvola passeggera. A casa lo attende il gelo della solitudine e il ghiacciaio della sua coscienza si colma di oscene crudeltà. Catrine sarebbe capace di ucciderlo con le sue stesse mani per non vederlo ridotto a buffo giudice di se stesso. Ormai non ha fame né voglia di uccidere… è stanco di portare a spasso il cane genetico che è in lui… stanco di fargli fare tre giri di palazzo ogni volta che bussa alla sua mente… Sean nei suoi sogni vede spesso una donna Indaco che stranamente riconosce come sua simile… ogni volta che le si avvicina e tenta di toccarla “la bestia” lo strappa al sonno ristoratore battendogli due colpi sulla tempia… il Memory sbuffa e cerca di cacciare via il rumore. Sono le sei. Il sole è intervallato da piccoli siparietti di nuvole…
Scende la sera. Sean guarda le luci della città, realizza che sono indifferenti e per questo non disposte ad illuminare il malessere che si cela negli angoli solitari e bui delle strade dove i suoi simili fanno razzia di vite umane. Un dolore sordo che nessun udito, neanche il più fino, è in grado di sentire lo devasta, la consapevolezza di essere per metà Memory e per l’altra metà Clown lo disorienta.
Gli attacchi sempre più frequenti che subisce dagli Indaco indeboliscono Sean ogni giorno di più. Tra non molto sarà solo contro le due razze genetiche che vivono in lui…
Dal diario del croupier – 17 Aprile 2010
“Sono certo che gli Indaco iniziano ad essere
anche per Runderford, un vero enigma.
Gli unici professori in grado di trovare
antidoti efficaci, ortomolecolari e fisiotipologici,
adatti a contrastare le molecole M,
sono stati uccisi.
Al loro posto ci sono due Memory
che hanno fornito a Runderford una mappa
dei luoghi dove si trovano i centri di ricerca
della Fondazione Scientifica M Onlus.
Presto una nuova genia sconvolgerà l’intero universo.
Forse grazie al ritrovato del professore
che collabora con noi e che i Memory
credono morto, gli Indaco e i Clown
avranno la possibilità di contrastare
il virus emergente,
sempre che io riesca a trovare
il modo di consegnare il vaccino
nelle mani di persone sane non affette da M…”
Sean Kilkenny
<C’è una donna che ho sentito chiamare per nome… Alexandra passa tutta imbacuccata ogni giorno alla stessa ora… tic… tac… tic… tac… le sei…
avverto lo sguardo curioso di lei mentre mi scruta da sotto gli occhiali scuri che in parte le nascondono il viso… a volte mi spia nascosta dietro ad una siepe di foglie dalla quale proprio ieri ho osservato la mia ultima vittima… e allora deduco che è una delle mia razza, forse per questo motivo non ho voglia di farla fuori… tra noi potrebbe nascere qualcosa di forte… diverso… è la prima volta che desidero una donna che non poi ho voglia di uccidere…>
Narra l’autore - Il commissario Corradi
Corradi vola a Washington. I servizi segreti hanno segnalato la presenza di Sean nelle vicinanze dello stadio dove era in programma la finale di baseball dei MatchRain Dream Team. La partita viene annullata.
Luca, arrivato in albergo, viene colto da una violenta febbre. L’indomani, riavutosi dal malore, legge sul New York City un fatto di cronaca…
“E’ stata uccisa poche ore fa,
nel parco alla periferia della città,
una donna incinta. Questo è il primo caso
nel quale la scientifica non si è trovata davanti
un corpo ridotto a brandelli.”
Sean l’ha uccisa perché, a 25 anni, stava bruciando la propria esistenza con uno stronzo portatore di gene C.
Lui, mentre passava, le aveva mollato un ceffone… prima di finirlo a legnate gli ha sussurrato “mi dispiace" lasciando alle lacrime della vittima il tempo di trovare la cornice giusta sulla quale andare a morire…
L’uomo non ha trovato il coraggio di guardare in faccia lei. I suoi occhi sono rimasti incollati al pavimento d’erba al punto che hanno iniziato a dividere i punti neri da quelli bianchi scartando quelli grigi. Ci sono storie che sfuggono al controllo di tutto e di tutti. La vita molecolare dei Memory e quella genetica dei Clown sta per subire un’ulteriore evoluzione.
Narra l’autore - Alexandra
Alexandra ha degli strani impulsi che cerca di tenere sottocontrollo facendo profondi respiri.
La testa pare scoppiargli nel cranio. Sul canale satellitare sta andando in onda il telegiornale. La lotta degli Indaco contro i Memory è iniziata. Fuori c’è il sole. La donna decide di uscire a prendere una boccata d’aria. Mentre passeggia in strada, passando davanti alla vetrina di un negozio, vede il proprio volto riflesso nei vetri cambiare espressione più volte. Nessuno dei passanti sembra aver notato l’accaduto tranne un uomo vestito di stracci seguito da un cane. Alexandra non sa che dietro all’immagine del poveraccio c’è Sean. Tra i due passa un autobus e tutto si dissolve nel nulla…
L’incontro di Alexandra e Sean
Il ricevimento
La sfilata di George sta per iniziare e Alexandra è ancora davanti alla propria faccia interdetta.
Lo specchio le rimanda l’abito da sera appeso all’armadio.
Tra poco lo indosserà e tra meno di un’ora sfilerà sulla passerella del Cuoni Palace di Las Vegas!
La donna si siede, cerca di riflettere sul passato ed ecco che una lunga lista di termini la distoglie dal presente. Argomenti come la politica economica, lo stato dell'ambiente, la sociologia delle masse, hanno fatto di lei una donna in carriera. Dall’intricata realtà genetica nella quale è intrappolata, imprigionata, imbrigliata, non sa come uscirne fuori. La molecola M, nonostante il vaccino, sta risucchiando anche lei!
<Tutto bene piccola?
Hai avuto un malore! Sei svenuta!>
<Mi chiamo Alexandra e non…>
<Dai tesoro sono Sean!
Non fare così e cerca di non agitarti,
hai battuto la testa!>
Narra l’autore - Sean Kilkenny
Sean cade nella trappola tesagli dalla Indaco Alexandra, l’innamoramento ormonale ha inizio e si addormenta con la testa che gli scoppia. Nel cranio il cane sente caldo e lo sveglia. Infastidito l’uomo si alza e accende l’aria condizionata. La situazione non migliora. Il cane gli tira due zampate sulla tempia. Sean non riesce a respirare bene. Si trascina in bagno e sviene.
Sean Kilkenny
<È una notte come tante altre. Una luna luminosa e cerchiata d'azzurro nasconde a chi alza gli occhi al cielo, la possibilità di affidare i propri desideri alla scia di una stella caduta milioni di anni prima… domani arrivano mia madre e Rudolf… mi toccherà ammazzarli…chiederò loro di raggiungermi nella stanza di Alexandra. Il piano che ho escogitato per fuggire via con la donna Indaco che mi ha indebolito, è perfetto. La deflagrazione sarà violenta. Dilanierà tutto quello che troverà sulla sua strada con la stessa facilità con cui il coltello affondava, fino a poco tempo fa, nella gola delle persone che ho ucciso, magistralmente guidato dalla mano sapiente… eh…eh…eh… il loro corpo sarà ridotto a brandelli…
tanti minuscoli b.r.a.n.d.e.l.l.i. a rendere ancora più straziante il dolore di chi sarà costretto ad identificare i propri cari…
ma io lo so già come andranno le cose…
i primi soccorsi si troveranno di fronte uno spettacolo che difficilmente dimenticheranno… sangue e resti organici saranno sparsi dappertutto come frutto della mano di un espressionista astratto. L'odore di morte e devastazione renderà l'aria irrespirabile come un lampadario di cristallo che cede al proprio peso mandando in frantumi ogni parte di sé. Prima che gli stessi inquirenti si rendano conto dell’accaduto, io e Alexandra saremo in volo per l’Italia…>
Narra l’autore - Alexandra
Alexandra si sveglia di soprassalto con il cuore e il ventre in protezione. Sean è lì di fianco a lei seduto sul letto, il volto stravolto dal ghigno del Clown. La donna intuisce subito il dramma che lacera il killer. L’uomo le parla con voce gentile. La invita a vestirsi in fretta. La donna si alza e ubbidendo alla richiesta di lui in silenzio, senza fare domande, si prepara. Il taxi privato lascia l’albergo pochi minuti dopo, diretto all’aeroporto. In senso inverso, una berlina nera sfreccia sulla statale, diretta all’inferno. Il congegno ad orologeria esplode appena Rudolf e Catrine irrompono nella stanza di Alexandra che è vuota…
Notiziario: <Dalle prime indagini pervenute alla nostra redazione, le vittime della tremenda esplosione avvenuta oggi in un albergo al centro di Las Vegas, sono almeno trenta. La terribile tragedia sembra essere frutto di un regolamento di conti tra Memory e Clown...>
Dal Diario del Croupier – 16 Giugno 1986
“Rudolf, durante la convivenza con Catrine,
ha cercato di aiutare Sean.
Tuttavia i tentativi dell’uomo
di risparmiare al ragazzo
le perversioni oscene di lei,
sono stati vani.
La donna cade tra le braccia
di uomini sempre diversi…
lo fanno spesso in tre…
a volte in piedi di fretta...
a volte gli amplessi durano per ore tanto che,
stremato, dopo aver raggiunto più orgasmi,
il ragazzo è preda di strane crisi.
Posso affermare con certezza
quello che ho appena scritto perché, purtroppo,
stanotte sono stato coinvolto in prima persona
in un’orgia organizzata da Catrine
in vacanza sulla nave dove attualmente lavoro…”
Sean Kilkenny
<Dopo il nostro arrivo a Roma, con Alexandra ho vuotato il sacco, sono stato sincero. Per la prima volta nella mia vita ho raccontato perfino a me stesso la verità fino alla fine.
Lei ha reagito violentemente, mi ha aggredito, insultato. Non sono riuscito ad ucciderla nonostante il cane abbia tentato di farsi sentire colpi sulla tempia. Tra le lacrime, è fuggita via. Ho vagato per tutto il giorno in cerca di non so che cosa. Ora, in questo locale dalle luci sfocate, apro le palpebre stanche. Intorno ho solo la compagnia della sigaretta, luce effimera tra tanti mozziconi di candele spente. L’ombra della solitudine si fa spazio nel buio della mia anima, mentre i tavoli vestiti d’avanzi riversano il loro bisunto e disgustoso odore su di me. Una mano lugubre si allunga verso il cuscino che si trova sul divanetto del privè dove stanotte mi sono coricato dopo l’ennesimo cocktail… Inerme, spossato, stanco, mi dibatto tra il sogno e la realtà nel tentativo di riemergere dall’orrido oblio che mi tiene prigioniero… cerco di mettermi in piedi… i ricordi macabri tornano come boomerang impazziti… fanno male…>
Dal diario del croupier - 7 Giugno 2010
“Alexandra ha lasciato Sean.
Da brava Indaco,
dopo aver inibito le pulsioni del cane che è in lui,
lo ha abbandonato al proprio destino.
A modo loro gli Indaco con questo atteggiamento
ti mandano all’altro mondo...”
Narra l’autore - Sean Kilkenny
Sean, dopo la morte della madre, si trasferisce nella casa che ha ereditato. L’uomo si accende una sigaretta e si dirige in salone. Per lungo tempo rimane in piedi a fissare la sua immagine riflessa, mentre da fuori la pioggia riga il vetro della finestra e il suo viso. Con il fumo disegna nell'aria cerchi amari e inquieti come la notte che non ne vuole sapere di passare. La “bestia” inizia a farsi sentire battendogli due forti colpi sulle tempie… prima di uscire pensa che se solo potesse cancellare le sue impronte digitali dal passato delle vittime che ha ucciso, lo farebbe volentieri.
Poco dopo, mentre sta pisciando nascosto dietro ad un angolo buio sulla strada, passano davanti ai suoi occhi i momenti più trasgressivi trascorsi con sua madre durante il periodo adolescenziale, quelli che pensava eterni e che invece, come tutte le cose di questo mondo, con il passare del tempo, ha volutamente dimenticato nel cestino dei ricordi.
Catrine, nel giorno del suo dodicesimo compleanno, gli aveva detto… “Ora sei un ometto quindi segui il mio consiglio: fai come me, evita in questa vita di avere rimpianti”…
Quel giorno le sue mani, con la stessa solerzia con cui l'assassino pulisce la scena del delitto, lo avevano carezzato nelle parti intime e lì… era successo l’inevitabile.
Era stata la notte più lunga della sua vita. Buia e fredda come quelle notti che da malati, non si vede l'ora che passino in fretta. Ma non era malato. Sua madre lo aveva sedotto. Dal giorno successivo, in lui, qualcosa era cambiato.
Narra l’autore - Sean Kilkenny
È quasi l’alba, il locale sta per chiudere. Sean prova ad alzarsi. Con un tonfo sordo cade miserevolmente in terra a pancia in giù. Uno scroscio d’acqua gli arriva sulla testa strappandolo al sogno che ha telecomandato gli incubi di cui lui stesso è carnefice e vittima allo stesso tempo. Fuori piove. La giornata sta per iniziare. Il killer torna a casa. Nella villa c’è odore di amplessi consumati in fretta e morte. Guarda un’ultima volta dal buco, ma non vede nulla. La pattuglia di ronda anti-memory sorveglia la zona. L’uomo, seduto sul letto, cerca di confortare la propria anima sola, in virtù della contraddizione genetica nella quale versa ormai da mesi.
Uccidere per Sean è un’arte sublime alla quale non vuole rinunciare. Da oggi, per se stesso, sarà un mago, un prestigiatore, un illusionista. Proprio come ha fatto intelligentemente Runderford, si prenderà gioco di tutti coloro che lo vorranno vedere ridotto a cadavere.
Metterà il cilindro in testa, i guanti bianchi, il papillon e il fazzoletto nella tasca sinistra dalla quale, durante le esibizioni nei locali, con grande sorpresa dei presenti, usciranno candide colombelle bianche che spiccheranno il volo per poi tornare da lui. Conigli con le orecchie a sventola popoleranno il palco dove si esibirà. Dei suoi cangianti vestiti di scena andrà fiero. Per lavorare userà oggetti macabri con i quali segherà donne nude… qualche volta per davvero senza che nessuno dei presenti se ne renda conto … eh…eh…eh…eh… del resto per un Memory stupire è sempre stato il fiore all’occhiello, il vento per eccellenza … a volte userà scatole di ferro per imprigionare esseri umani ignari del destino macabro che li attende. In breve tempo diventerà una Star da prima pagina, il più forte mago di tutti i tempi. Ha calcolato anche la propria morte… la fine sarà gloriosa e rimarrà nella storia... dimostrerà l'impossibile, presenterà al mondo intero un trucco mai visto prima, uno spettacolo che nessuno prima di lui ha mai pensato di fare. La morte, Sean, la vede come un suicidio in diretta, un numero all’avanguardia. Si butterà con un elastico da un ponte famoso e quando toccherà le acque gelide, colombe in volo usciranno dal suo soprabito. Sarà un tuffo plastico, al limite dell'incredibile. Gocce di sudore si impadroniranno del suo corpo, imbrigliato di stoffe e animali… salta… cade… rantola…
Necrologio: “Muore affogato dai suoi stessi abiti, l’unico Memory-Clown esistente al mondo. L’elastico che avrebbe dovuto permettergli di rimbalzare sull’acqua, si è spezzato. Salve le colombe che sono riuscite a spiccare il volo. Un’esibizione che doveva essere un evento strabiliante, è finita in tragedia…”…
Sean Kilkenny
<Per questo ultimo atto c’è tempo… eh…eh…eh… “lui” è tornato… mi ha appena bussato tre colpi sulla tempia sinistra… vuole che lo porti fuori… tre giri di palazzo…>
Narra l’autore - Sean Kilkenny
Il killer si sveglia, il corpo madido di sudore. Alle spalle ha lasciato una notte come tante. Dalla finestra entra insistente la luce bianca d un neon. L’uomo ne è infastidito perché riflette sulle pareti della sua stanza l'immagine luminosa in bianco e nero dell’insegna “Hotel” dove è alloggiato che si trova proprio di fronte ai laboratori di ricerca M Onlus. Apre il frigo e un esercito di lattine di birra si mettono sull'attenti, orgogliose e fiere di servire la causa distruttiva del loro padrone. Afferra l'acqua e ingurgita grossi sorsi di liquido con la stessa avidità con cui, dopo aver baciato il basso ventre della psichiatra, l’ha uccisa... la “mano addestrata” odora del profumo e del sesso di lei...
mentre la guardava contorcersi a terra agonizzante e poco prima che morisse, gli era venuta voglia di bere un caffè perché dall'appartamento a fianco arrivava un buon aroma…
Sean, a fatica, riemerge dalla scena del delitto, fa pipì e torna a letto… un colpo alla tempia lo riporta in piedi… il cane ha bisogno anche “lui” di fare pipì… i pensieri gli cadono in terra lasciando sul pavimento tracce liquide di vita vissuta come delle bottiglie che disperdono il loro contenuto dopo essersi rotte a seguito di un’improvvisa scossa di terremoto. Lui il terremoto ce l’ha nell’anima…
E’ stanco e fa fatica perfino a camminare tanto che trascina i piedi… “lui”, la bestia, non conosce pietà e gli tira due calci violenti nello stomaco per farlo svegliare…
Sean, quasi paralizzato e con un groppo in gola, apre la porta della suite non prima di aver fatto una panoramica dallo spioncino. Un silenzio innaturale avvolge il pianerottolo. Per un attimo pensa che sia tutto frutto della sua macabra immaginazione. Poi vede la porta di uno dei suoi vicini, socchiusa, avvolta in un accecante bagliore di luce. L'odore di caffè solletica la sua concentrazione. La bestia che è in lui si sveglia. Non fa in tempo a sincronizzare pensiero e azione… si sente appena il sibilo soffocato… un maldestro tentativo di urlare… poi la donna cade ai piedi del compagno che si ritrova a terra con il cuore al triplo dei battiti. Il marmo freddo del pianerottolo sembra un'appendice naturale degli arti. Le estremità del suo corpo sono fredde come gli occhi di chi gli ha appena tolto la vita... le luci dell’ambulanza e la pattuglia della polizia… la luce prima del suono… tutto è tornato alla normalità…
Sean non ricorda nulla… i suoi pensieri cadono in terra lasciando sul pavimento tracce liquide di vita umana. Un silenzio innaturale avvolge il pianerottolo. La bestia ha ucciso ancora e questa volta non ha atteso…
Per un attimo Sean pensa che sia tutto frutto della sua immaginazione. Poi guarda dal buco della serratura la porta di uno dei suoi vicini. È socchiusa, avvolta in un accecante bagliore di luce. L'odore di caffè, al quale poche ore prima aveva rinunciato, ora è lì insieme a lui a fargli compagnia. L’uomo si lava le mani ed il viso sporchi di sangue…
Bussano alla porta. Il commissario Corradi giunto sul posto lo interroga brevemente. La versione che Sean rilascia alla polizia è attendibile. La porta della suite che ha preso in affitto per qualche giorno, si chiude. Il killer è seduto in salotto con le mani in testa e i gomiti ben piantati sul tavolo come integerrime sbarre di frontiera. Una frontiera improvvisata che divide il suo mondo, distrutto, devastato, annientato dalla sua stessa furia omicida dal mondo esterno di cui rimane ambasciatore incredulo, spaventato, sbigottito dalla ferocia dei suoi gesti. Il coltello è sul tavolo accanto a lui. E' freddo e insanguinato. Sa di vite spezzate e agonizzanti, di sesso vissuto in maniera maniacale e perversa. Le mani di Sean in un gesto meccanico prendono le distanze dal suo volto. Gli occhi dell’uomo si separano dalla mente e sfidano lo specchio dentro il quale riesce a vedere la propria disperazione e lo stesso nel quale si specchiano gli occhi mentre osservano le ferite che spiccano sulla “mano addestrata” ad uccidere. Sean ascolta il proprio cuore che batte in maniera sconnessa quando la “bestia” dorme… è sempre così… tutto quello che rimane della sua disumana crudeltà, è il colpo più duro, quello al quale associa un'immagine. L'immagine dell’umanità che va in frantumi come un bicchiere toccato nel punto più critico, gli schizzi di sangue disegnano sulla parete vicino ai corpi delle vittime chiazze geometriche, casuali, irregolari come solo la mano ispirata di un pittore astratto sa fare. Ma in lui, nelle sue molecole, non c'e' nulla di astratto. La morte è presente ovunque lui vada. Il pensiero di Alexandra torna prepotente alla mente dell’uomo sostituendosi al cane genetico che è in lui… una strana sensazione di qualcosa che non conosce lo rende debole e vulnerabile… l’uomo, il killer e il cane che vivono in lui si rannicchiano sul pavimento e piangono disperatamente…
Epilogo
1920
Sulla prima pagina di un quotidiano londinese viene pubblicata la foto di un ragazzo sbranato nella sua stanza in un college inglese. Accanto al corpo, come indizio, la polizia trova un biglietto che la vittima è riuscita ha scrivere prima di morire con su scritto “Miss Mc Kennet”. Il fenomeno delle morti aumenta e nel 1925 un gruppo di scienziati facenti parte del Progetto Defence, finanziato dal governo degli Stati Uniti, sperimenta nei laboratori della Fondazione Scientifica Memory Onlus di Washington il primo vaccino capace di rendere innocue le persone affette da deturpazione mentale figlia di una genesi malata che la scienza trent’anni dopo chiamò Clown. La scoperta rende gli esseri umani “Indaco”, e quindi immuni dai Clown. Questi ultimi, cadendo vittime di un innamoramento ormonale umorale, si uccidono tra di loro per conquistare il compagno o la compagna scelti per la riproduzione.
Continua…


In fede l’autore

Anna Maria Gaglioli

Comments:

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Mulazzani Anna Maria, 27.10.2010 at 14:02h

Che bella luminosità!!


pasquale da messina, 27.10.2010 at 14:12h

bellissima foto bel taglio bellissimi colori cofc-foto:22802325]mplimenti


pasquale da messina, 27.10.2010 at 14:13h

bellissima foto bel taglio bellissimi colori complimentifc-foto:22802325]


Centro votazioni, 3.11.2010 at 11:27h

 
Questa foto è stata proposta e votata per la galleria, ma non è stata accettata con 8 voti a favore e 142 voti contrari. Riprova, forse avrai successo la prossima volta ;-)


Rosalba Crosilla, 3.11.2010 at 11:27h

c, decisamente


eLLeFFe, 3.11.2010 at 11:27h

c


- René -, 3.11.2010 at 11:27h

c


adriana lissandrini, 3.11.2010 at 11:27h

c


Renato Orsini, 3.11.2010 at 11:27h

perchè?


Franco Giannattasio, 3.11.2010 at 11:27h

C


Paolo Luxardo, 3.11.2010 at 11:27h

c


Bertolini Arturo, 3.11.2010 at 11:27h

...?...


Paride Pierini, 3.11.2010 at 11:27h

c


Jürgen Cron, 3.11.2010 at 11:27h

c


alessandro tagliaferri, 3.11.2010 at 11:27h

c


Marco Lascialfari, 3.11.2010 at 11:27h




DANIELA Pasquetti, 3.11.2010 at 11:27h

C
Daniela



Sergio Storai, 3.11.2010 at 11:27h

-


Anhertz, 3.11.2010 at 11:27h

c


Big L., 3.11.2010 at 11:27h

Come mai tanti Contra?
Prova a guardare la foto con quei riflessi blu, l'orizzonte storto, i contorni bruciati...



Chiara Ab., 3.11.2010 at 11:27h

Ci sono un po' troppi errori tutti insieme...
--



Luigi Boeris, 3.11.2010 at 11:27h

c


Tullio Corradini, 3.11.2010 at 11:27h

c


Seby Privitera, 3.11.2010 at 11:27h

UN TENTATIVO CORAGGIOSO...FORSE DETTATO DA UNA DOLCISSIMA INESPERIENZA.
PERO' NESSUNO HA IL CORAGGIO DI COMMENTARE,,,
A PARTE BIG L. CHE IL SUO COMMENTO NON FA NEMMENO SORRIDERE....
E' BELLO PRENDERE IN GIRO IL LAVORO DEGLI ALTRI BIG?
PENSA SE LO FACESSERO A TE....
MAGARI POTREI PROVARCI IO CHE DICI?
POTRESTI RIMANERE SORPRESO DI QUELLO CHE POTREI TROVARE NELLA TUA SPLENDIDA GALLERIA..........
MA NON LO FACCIO, STAI TRANQUILLO,
NON MI ABBASSSO A CERTI LIVELLI.
CHIUSA PARENTESI.....
PARLIAMO DI COSE SERIE
MIA CARA ANNA MARIA
QUESTO LAVORO PRESENTA DIVERSE ANOMALIE, NESSUNO TE NE PARLA PERCHE' NON SI ABBASSANO A SCRIVERE QUALCOSA E A PERDERE TEMPO SU UN LAVORO DEL GENERE, MA IO NO,,,,
TI SPIEGO COSA NON VA IN QUESTA FOTO
PARTIAMO DA SOTTO
FOGLIA TAGLIATA IN PRIMO PIANO
MAI UNA COSA DEL GENERE...
ROSSO TROPPO ACCESO..
BIANCO CARICATO AL MASSIMO
BLU CHE FA' DA CONTORNO ALLE FOGLIE
ORIZZONTE IN CADUTA LIBERA A SINISTRA
PALO DI SINISTRA CHE ANDAVA ELIMINATO PERCHE' CREA UNA CORNICE NATURALE STORTA E OLTRETUTTO FA ENTRARE IL BIANCO, LA FRUTTA O BACCHE BLU E NERE,
QUESTO E' IL LATO TECNICO
MA SE ANDIAMO SUL SOGGETTO
ALL'ORIGINALITA' CHE LO RENDA UNICO DOVEVI ANDARE OLTRE.........
COME?
QUELLE CASE CHE INTRAVEDI FRA LE FOGLIE SONO TROPPO PICCOLE
L'OCCHIO VA VERSO ALTRE COSE E LO FAI IMBATTERE IN UNA SERIE DI DIFETTI TECNICI,DOVEVI ACCOMPAGNARLO IN QUELLA FESSURA, STRINGERE IL CAMPO, CREARE UN PARTICOLARE, NON SO',MA PARTIRE DA UN'IDEA E POI IMMORTALARLA,
LA FOTOGRAFIA E' STUPIRSI E STUPIRE, CERCARLA E VEDRAI CHE LEI SI FARA' TROVARE,NON DARE ALITO A STUPIDI COMMENTI RIMBOCCATI LE MANICHE E RIPROVA, ADESSO SARAI A TERRA, MA DEVI RIALZARTI, TI SCRIVO CIO' PERCHE ALCUNI ANNI FA' ANCHE IO ERO COSI', COME TE, PURO E GENUINO CONVINTO DI ESSERE UN GRANDE, IN GALLERIA HO RICEVUTO TANTE DI QUELLE BATOSTE, MA MI RIALZAVO SEMPRE E RICOMINCIAVO, DOVEVO TROVARMI, TROVARE IL MIO STILE, OGGI IN TE MI RIVEDO ED E' X QUESTO CHE VOGLIO AIUTARTI, MA BADA DEVI ESSERE TU X VPRIMA A FARLO, PRENDI QUESTA FOTO, RADDRIZZALA, CALA I ROSSI, ALLARGA SU QUELLE CASE TOGLI QUEL BLU, NON SARA' DA GALLERIA, NON IMPORTA PERO' HAI FATTO IL PRIMO PASSO, CHE POI E' IL PASSO CHE FACCIAMO TUTTI ED E' QUELLO DI ANDARE AVANTI X MIGLIORARSI E VEDRAI CHE UN GIORNO NESSUNO TI PRENDERA' PIU' IN GIRO, UN ABBRACCIO.......



patrizia gasparini, 3.11.2010 at 11:27h

seby, ti sei dimostrato generoso e quello che hai scritto su questa foto serve prima di tutto ad annamaria e a molte persone che hanno bisogno di capire e imparare ( io x prima)
grazie moltissime.........davvero



Vincenzo Fratepietro, 3.11.2010 at 11:27h

decisamente contra per la galleria, quoto quanto sopra.


Franco Lecis, 3.11.2010 at 11:27h

c


meskal, 3.11.2010 at 11:27h

C


Giordano Cavedoni, 3.11.2010 at 11:27h

C


Anna Maria Gaglioli, 3.11.2010 at 11:27h

grazie per i consigli so bene che questa non è una foto tecnicamente adatta ne particolarmente armoniosa ma è genuina quasi un cartone animato e a me fa sorridere ci manca un coniglietto bianco questo è vero se non piace lo capisco che venga criticata o derisa è giusto infondo i cartoni animati qui sicuramente stonano in mezzo a tante meravigliose foto tecnicamente perfette... l'ho pubblicata perchè e semplice allegra e storta e a me piace così


Luigi Riccitiello, 3.11.2010 at 11:27h

c


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