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Campo di Concentramento - Konzentrationslager FLOSSENBURG (Germania)
Flossenburg fu edificato nel maggio del 1938 nell'Alto Palatinato , nei pressi del confine cecoslovacco , dove c'è una cava . E' mandato a costruirlo un folto groppo di triangoli verdi tedeschi ai quali si aggiungono i pregiudicati trovati nei penitenziari cecoslovacchi . Il comandante è il colonello Karl Heihmann . Il luogo, abbastanza appartato, aveva nelle vicinanze una miniera di granito che fu sfruttata con il lavoro dei prigionieri. Il lager era grande e costituito da una trentina di baracche di legno ad un piano, ben allineate e tutte uguali, inoltre vi erano gli edifici di servizio: cucina, lavanderia, disinfezione, officine, prigione ed il piazzale per l'appello. Il campo era circondato da un'alta recinzione di filo spinato percorso da corrente elettrica affiancato da più torri di guardia e di notte illuminato a giorno.Il forno crematorio era al di fuori della recinzione sui fianchi di una collinetta. Da Flossenburg dipendevano 74 campi e comandi esterni fra i quali Theresienstadt alcuni addirittura situati in Boemia e Sassonia. .
La sua capacità iniziale era di 1.600 posti, ma questa aumentò a 3.000; alla fine della guerra il KZ ospitava 14.000 prigionieri solo nella sua sede principale.
Anche questo fu un campo «autogestito», affidato alla discrezione ovverossia alla ferocia dei «triangoli verdi» cioè delinquenti comuni, i quali non mancarono alcuna occasione per infierire contro i «triangoli rossi» cioè i deportati politici. Il regime di vita era quindi particolarmente avvelenato dalle rivalità fra i due gruppi. I prigionieri lavoravano, anche qui come altrove, nella solita cava di pietre della solita DEST.
I ritmi erano micidiali, aggravati dallo stato di denutrizione e dall'assoluta mancanza di installazioni igieniche minimali. I prigionieri alloggiavano in lunghe baracche di legno che formavano un agglomerato completo di cucine, lavanderia, uffici, depositi, corpi di guardia.
Stando ai registri, ritrovati fortunosamente, si sa che sono stati immatricolati a Flossenbürg 111.400 prigionieri, di cui 95.400 uomini e 16.000 donne, dei quali 73.296 non hanno retto alle sevizie, alla fatica del lavoro, alle punizioni, alle esecuzioni sommarie.
Il 20 aprile 1945 le SS hanno fatto evacuare il campo, portandosi dietro 14.000 prigionieri, dei quali 4.000 morirono durante il trasferimento prima che la colonna venisse intercettata tre giorni dopo e liberata da un reparto dell'armata americana. Fra i superstiti v'erano anche alcuni italiani.
Ben poco è rimasto del KZ Flossenbürg . Sono rimaste intatte alcune torri di guardia, il crematorio, ma per il resto alberi e prati hanno ricoperto uno dei più atroci luoghi di sofferenza, di violenza e di morte. Una piramide erbosa intrisa delle ceneri dei morti invita al raccoglimento ed alla preghiera .
Agghiacciante il pensiero che corre a quei giorni... a quanti non hanno rivisto la Luce... oggi momunemnto alla memoria... per non dimenticare... per far si che mai più accada... bello ed emotivamente coinvogente questo tuo documento... ciao Gio
Un documento che rievoca un momento storico dei più atroci dal lato umano, immagini per non dimenticare quel periodo, soprattutto per le nuove generazioni e per quanti hanno il coraggio addirittura di rinnegarlo.
Ciao Gianmaria,buona serata.
Grande documento che fà pensare alle sofferenze di quanti hanno vissuto quei terribili momenti. Mi chiedo:come si può avere tanto odio nel cuore...? Da brividi la spiegazione che accompagna la foto. Bravo
Ciao
Domenico
Una foto stupenda, molto ben fatta, perfetta, all'altezza del tuo forte pensiero, del tuo ricordo di crudeli e ignominiosi fatti che ci hanno marchiato dentro...Peccato che l'umanità continui a ripetere i suoi terribili errori...Complimenti Gianmaria!
ne visitai uno anni fa in Austria, ricordo ancora l'angoscia che ho vissuto, era un giorno gelido ed eravamo solo io e miio marito nel campo, un orrore.
Una fotografía durísima por su significado y que debería avergonzarnos.......
La toma es preciosa.....has hecho de un "lugar de terror" una hermosa fotografía en homenaje a tantos y tantos seres humanos que desgraciadamente "sufrieron un martirio"...
Un abbraccio Gianmaria
Lola
an diesem Ort war ich auch schon einmal.
Eine Aufnahme die uns Deutschen arg zum
nachdenken stimmen sollte.
Du hast eine gute Bildbeschreibung beigefügt.
LG
Thomas
Grande documento. Tragedia immane conosciuta dai più (me compreso) solo attraverso la punta dell'iceberg, ovvero i campi più tristemente famosi, mentre altre decine, centinaia di campi di sterminio sono ignorati eppur altrettanto micidiali....
MauZ
Bravo Gianmaria, sono molto d'accordo sul fatto che quando uno di noi ha l'occasione di visitare luoghi o di assistere ad eventi commemorativi di momenti bui e tristi per tutto il genere umano, li debba documentare, perchè servano a tutti gli altri come memoria e monito.
"Geschichte zum Aufarbeiten", schmerzlich gut gesehen!
Liebe Grüße
oTTo
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------(Bitte auch einmal die Zeit sich nehmen und in meine anderen Seiten schauen, danke!) http://www.fotocommunity.de/pc/pc/mypics/1044175
Ein Erinnern an unschuldige Opfer...
ich kann Deine Info leider nicht übersetzen, aber Du hast mit Deinem Foto einen "Gedenkstein" gesetzt.
In Gedanken legen ich ein paar Blümchen dazu...
Lieben Gruß
Ino
Grande foto ed esaustivo commento che lascia senza fiato e indignazione sottoscritta anche dai numerosissimi interventi. Certamente ne hai altre che documentano le vestigia di un luogo di sofferenza "estrema" e ti invito a produrle in FC "per non dimenticare"
Dies ist für uns Deutsche eine beschämende, bedrückende und im wirklichen Sinne für jeden Menschen eine unvorstellbare Vergangenheit.
Daran wird man uns messen. Wie wir es schaffen die Anfänge dazu zu verhindern!!
Ein aufrüttelndes Bild. Leider kann ich Deine Beschreibung nicht lesen sondern nur ahnen. Herzlichen Gruß Walther
Una bella fotografía, con un significado terrible. Han pasado muchos años y todavía no podemos quitarnos del corazón, el amasacre realizado por ciertos alemanes. Unas personas por haberlo vivido y otras por haberlo conocido por los reportajes y películas.
Un abrazo. Rosa
Diesen Ort habe ich auch schon besichtigt und wenn man heraus kommt, ist man nicht mehr der, der hinein ging. Den Ort des Grauens zu sehen liegt einem schwer auf der Seele. Vor allem, weil ich meinen Vater auch verloren habe. LG Margot
Esta imagen Gianmaria, como la de las cartas de tu padre, nos recuerda el horror del nazismo, por eso quizás sea mejor que nos quedemos con aquella frase de la película Casablanca en la que Rick (Humphrey Bogart) le recuerda a Ilsa (Ingrid Bergman) el día en el que se conocieron en Paris: "Los alemanes iban de gris y tú ibas vestida de azul". Un saludo.
Deinen Text.. den verstehe ich leider nicht.. aber Dein Foto dafür um so besser.. obwohl ich nach dem Krieg geboren bin.. ich weine immer noch angesichts der Geschichte.
LG Laura
Da zeigst Du uns einen sehr wunden Punkt der Deutschen. Noch heute lasten und diese Zeiten an.
Es dürfen nie wieder solche Greultaten zugelassen werden. Auch ich lege in Gedanken einen Blumenstrauß dazu!
Leider kann auch ich Deine Ausführungen nicht übersetzen und kann sie nur erahnen.
LG Bernd
Ton image et le récit rappellent un passé douloureux du peuple allemand. Que ce genre d'atrocités ne se reproduisent plus jamais! Ta photo met en garde ceux qui auraient oublié!
Amitiés Karin
Hallo Gianmaria,
ich kann mich nur meinen Vorgängern anschließen. Diese trauige Kapitel der Deutschen Zeitgeschichte darf nicht noch einmal wiederkehren.
Soviele Menschen mußten damals leiden, egal ob sie der damaligen Minderheit angehörten oder nur der Bevölkerung.
Das einzigste worauf man noch schießen sollte, sind die Schnappschüsse mit der Fotocamera auf solche wunderbare Objekte.
Flossenburg........hmm
eine Vergangenheit..die immer noch Gegenwart ist
und Namen wie diese hier, längst nicht vergessen lässt
Jakob Weiseborn,
Karl Künstler,
Karl Fritzsch
Egon Zill,
Max Koegel
beten wir, das sowas nie,niewieder geschieht..
einen lieben Gruß
Dagmar
Ein Bild, welches einen unwillkürlich traurig und nachdenklich macht. Aber auch Eines vor dem man nicht die Augen verschliessen darf.
Ich wohne nur wenige Kilometer von Flossenbürg weg und bin auch schon an diesem traurigen Ort gestanden.
Lieber Gruß
Sonja